martedì 6 novembre 2007

Vivere guardandosi negli occhi una volta al mese...

Ieri mi ha fatto abbastanza impressione pensare al fatto che improvvisamente stava per collassare tutto. Hai ragione tu: "Cosa vuoi costruire vedendoci una volta al mese?"
Potrei rispondere "Nulla" ed essere sincero e su basi oggettive, oppure fingere di non sapere e di non riuscire ad immaginare, come in parte é.
Cosa possiamo costruire in pochi giorni all'anno assieme non lo so, ma so che l'abbandono non l'ho mai vissuto bene e che non lo hai vissuto bene nemmeno tu.
Camminando ai bordi di queste strade in giro per il mondo, si impara veramente tanto, anche che, quando credi di essere finalmente arrivato e aver visto tutto, non hai visto nulla e devi ricominciare da capo.
A me sta dilaniando un po' tutta questa attesa "pre-partenza" e per una serie di motivi, il principale é che sono ben consapevole che tra qualche giorno potrebbe tutto andare incontrollabilmente a rotoli, la mia vita, la nostra storia e i nostri sogni.
C'é una canzone che dice... "Tra te e il mare"... Parla di due che si amano e di un lui che alla fine fa la spola tra la persona che ama e l'altro capo dell'oceano. E' una storia vera, che ad un certo punto dice... "Io che avrei vissuto da te, nella tua straniera cittá..."
Tu questo non lo faresti mai, anche se sai che sarebbe un modo per avermi completamente e che lo sarebbe oggi piú di prima.
In questa canzone lei dice addio a lui, perché alla fine si accorge che non ce la fa piú, perché non ne ha paura e ne é follemente innamorata, ma preferisce andare via.
Succederá questo anche a me tra breve?
Ti chiederai se ho paura... E si, ho paura proprio che stia per accadere e che qualsiasi cosa io possa dire o fare, forse tra poco tu deciderai di uscire dalla mia vita.
La cosa forse meno gradevole é che in quel momento attorno a me non ci sará nessuno e forse sará Natale per tutti, tranne che per me, che non avró nulla da festeggiare a parte le mie battaglie perse contro i mulini a vento che non esistevono, le mie fobie dell'abbandono e alla fine, contro me stesso, che vado contro la mia stessa natura.

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