domenica 11 novembre 2007

Mentre tutto il mondo si odia...

E' proprio vero, il male piú antico é l'odio che continua a distribuirsi rapidamente ovunque, tra tutti e tutto. Ieri in Italia ne abbiamo avuta una chiara e lampante dimostrazione. L'odio non é soltanto quello dei tifosi, ma é anche quello distribuito equamente tra tutti i ceti sociali: ricchi e nobili, poveri e senza titoli.
Lascio l'Italia in un momento in cui c'é la completa assenza di valori, in cui l'odio per gli altri é al primo posto, l'amore forse forse arriva a metá classifica se siamo in giornata.
Arrivo in Finlandia scossa ancora da un fatto tanto tragico quanto sconnesso, ancora una volta legato all'odio.
Ed il problema non é che l'odio ha colpito tutto e tutti, ma che l'odio oramai c'é e si scatena anche nelle piccole cose quotidiane, nelle litigate, nelle tensioni legate a piccole faccende che, spesso, potrebbero essere risolte con un pizzico di comprensione ed amore, invece vengono risolte con urla e strepiti e porte chiuse malamente.
Vengo accusato di essere inabile ad amare: e questo puó starmi bene. Di essere inabile a sostenere le mie tesi: e questo mi va giá meno bene se alla fine, per proteggere le proprie ragioni, devo semplicemente litigare e alzare la voce. Sono un po' stanco della gente che risolve le proprie questioni litigando, preferisco di gran lunga la diplomazia e la mediazione che diventano, se si vuole, due armi potenti e importanti.
La parola poi é l'ultimo atto, parlare invece di doversi per forza far male. Invece da un po' accade (e frequentemente) che la violenza é entrata a far parte anche del linguaggio. Allora rimane soltanto stare in silenzio, prendersi i propri meritati (o immeritati) insulti, e lasciarli parlare. E' l'indifferenza quello che ferisce di piú, non le urla. Quelle tra 10 minuti me le saró giá dimenticate.
Ma il silenzio la gente non lo scorda mai, te lo rinfaccia, pensando di averti fatto male. Invece non si rende conto che é proprio quel silenzio a proteggerti. E' un po' come tentare con male parole e con gesti violenti, di prenetare una cortina che assorbe tutto ció che é negativo e lo dissolve. Un magico modo per non rimanere incastrato nel presente, godere dei propri ricordi e soprattutto assorbire quelli meno positivi ma piú formanti.
E a volte medito che sarebbe proprio bello essere un bimbo chiuso e blindato nel proprio mondo, ci farebbe soffrire meno e forse, alla fine, ci renderebbe tutti piú capaci di comprendere gli altri e di amarli per quel che sono, senza pretendere di cambiarli.
E cosí stamattina ho cominciato la giornata in un parco passeggiano. Ultima settimana in questa Italia pervasa d'odio.

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