"Vedo la cittá da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un'ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene una mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perché il Policlinico é vicino.
Forse per l'eccessiva gioia, per la grande emozione e tensione accumulata, proprio oggi, di rientro dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa.
Si parla di un attacco di panico, o di una cardipatia, e per la mia mente paurosa é possibile che non sopravviva ai prossimi 10 minuti.
Ripenso a quanto é bello il cielo, il traffico, la quotidianitá, o l'essere semplicemente vivi. Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura...
Se dovessi uscire di qui, canteró con la Musina la gioia di vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sará la mia condizione."
Quando lo lessi la prima volta, non capivo, quando quel giorno dietro Castel Sant'angelo, l'ho visto coi miei occhi, ho capito che significava e che forse non era stato un caso se il 18 marzo eri arrivata.
martedì 30 ottobre 2007
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